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12 maggio 2010

C'ERA FORSE BAVA BECCARIS IN PIAZZA ALIMONDA?

Un mio post di poco tempo fa, precisamente "Scajola il redivivo si dimostra recidivo", ha scatenato la rabbia di un visitatore anonimo, forse parente del povero Carlo Giuliani (chissà poi perchè questo anonimato, che sia forse abituato ai passamontagna?). A parte l'invito ad "imparare a distinguere e a far distinguere le provocazioni", manco fosse colpa mia che non mi conosci (o sì?) e che non sai che le mie provocazioni tendono spesso all'anticonformismo o forse, meglio, al cinismo, la critica viene mossa non tanto al senso generale del post quanto a un mio inciso relativo alla mia "indole bavbeccarisiana". Di qui un dovuto chiarimento. Intanto chi è Bava Beccaris. Fiorenzo Bava Beccaris è stato un generale italiano noto soprattutto per la feroce repressione dei moti milanesi da lui guidata nel 1898 (leggi). Detto questo, la mia accondiscendenza risiede nel semplice fatto che sono favorevole alla linea repressiva nei confronti di atteggiamenti eversivi frutto dell'intransigenza e dell'estremismo tipici della massa, quali sono stati quelli di Genova. Diciamo che se c'è un problema preferisco sedermi ad un tavolo e discutere invece che impugnare le armi. Armi che non esito ad usare nel caso in cui l'altra parte si mostri cieca al dialogo e ancor di più al lume della ragione. Da notare che nel caso dei moti milanesi del 1898 le insurrezioni ambivano a nuovi modelli di società semi-industrializzata in una fase cruciale di sviluppo ed emancipazione del ceto popolare, guidato da un ceto borghese milanese colto e illuminato. In soldoni, ben accetti dal sottoscritto (ecco perchè il riferimento a Bava Beccaris è puramente simbolico e provocatorio). Siamo però ben lontani dai tragici fatti di Genova. Ma chissà, può darsi che la storia spazzerà via anche questo umile giudizio.

 

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